Chiese e tesori di San Benedetto del Tronto
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“Chiese e tesori di San Benedetto del Tronto”: appuntamento il 21 luglio
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Martedì 21 luglio torna l’appuntamento con “Chiese e tesori di San Benedetto del Tronto”, iniziativa culturale promossa da Unione Sportiva Acli Marche APS con il patrocinio e il sostegno del Comune di San Benedetto del Tronto – Assessorato al Turismo.
L’evento, gratuito e aperto alla cittadinanza, propone un percorso guidato alla scoperta di luoghi e testimonianze storiche del centro cittadino. Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle ore 21.15 in Piazza Battisti, da cui partirà la visita accompagnata da una guida turistica abilitata.
La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria e va effettuata entro il 20 luglio inviando un messaggio al numero 3939365509, indicando nome, cognome e il luogo della camminata. È previsto un numero massimo di 100 partecipanti.
Caffè Filosofico a Castorano
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Torna anche quest’anno a Castorano il Caffè filosofico organizzato da 3Sicc APS, in collaborazione con l’associazione culturale Padre Carlo Orazi e con il patrocinio del Comune. L’appuntamento, ormai fisso nell’estate della Vallata del Tronto, si terrà il 18 e 19 luglio 2026 e sarà dedicato alle “storie al femminile” pubblicate dalla casa editrice Orecchio Acerbo.
La prima serata ospiterà la presentazione dell’albo illustrato Per mille camicette al giorno, scritto da Serena Ballista e illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, vincitore del Bologna Ragazzi Award 2025. Il libro ripercorre l’incendio della Triangle Shirtwaist Factory del 1911, in cui persero la vita 129 operaie, tra cui molte italiane. L’episodio, legato alle condizioni di sfruttamento e alla mancanza di sicurezza, si inserisce nel più ampio percorso di consapevolezza e rivendicazione delle lavoratrici dell’epoca.
La seconda serata sarà dedicata all’albo La canzone del domani, scritto e illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, con postfazione di Paolo Cesari. Il racconto, tratto da una storia familiare, è ambientato nel 1944 e segue le vicende di Oriele Musi e delle mondine impegnate nelle lotte per migliori condizioni di lavoro nelle risaie. Una narrazione intensa che intreccia memoria personale e storia collettiva.
Entrambi gli albi affrontano temi ancora attuali: diritti, lavoro, dignità, lotte femminili. Insieme alle autrici sarà presente Paolo Cesari, curatore e traduttore della casa editrice, premiato nel 2025 con il Premio Andersen Protagonisti della cultura per l’infanzia.
Gli incontri si svolgeranno nella suggestiva Piazzetta Belvedere: sabato 18 luglio alle 21 con Serena Ballista, domenica 19 luglio alle 18 con Sonia Maria Luce Possentini. Il Caffè filosofico sarà inoltre arricchito da eventi curati
dall’associazione Padre Carlo Orazi. Sabato alle 18 si terrà “Coloriamo in versi la nostalgia”, dialogo tra poesia e arte moderato da Lorenzo Fratini, con la presentazione del libro Amezzastrada di Monica Salinelli e l’inaugurazione della mostra dell’artista Giuseppe Alesiani, visitabile per tutto il weekend.
Un fine settimana dedicato alla cultura, alla memoria e alle storie che parlano ancora al presente. Castorano invita tutti a partecipare.
Il paradiso dei "fillacciare" - di Vittorio Camacci
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Ci sono luoghi che li attraversi e poi ci sono luoghi che ti attraversano. La Laga appartiene alla seconda specie. Non si visita: si lascia entrare lentamente dentro di sé, con i suoi boschi, le sue pietre, i suoi silenzi e i suoi piccoli miracoli quotidiani.
Uno di questi miracoli ha il colore dell'estate appena nata e il profumo del fico. Da noi non si chiamano fioroni. Sarebbe quasi un'offesa. Qui, tra Altavilla e Schiaviano, dove la montagna si apre come un immenso balcone sull'alta valle del Vomano e il Gran Sasso domina l'orizzonte come un vecchio re, quei fichi primizia hanno un nome che appartiene soltanto a questa terra: "li fillacciare".
Le parole, come i frutti, hanno radici e quelle che resistono nei piccoli paesi raccontano una civiltà intera. Dire fillacciare significa evocare estati lontane, mani appiccicose di latte bianco, bambini arrampicati sugli alberi, nonni che osservavano il cielo per capire se fosse arrivato il momento giusto per coglierli. Non erano semplicemente fichi: erano l'annuncio che l'estate aveva finalmente vinto sulla primavera.
Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga è stato soprattutto questo: un ritorno alla misura delle cose autentiche.
La giornata è iniziata ad Altavilla, davanti alla chiesa, con un'accoglienza che nessun albergo di lusso saprebbe offrire. Una colazione ricca, elegante nella sua semplicità, preparata non per stupire ma per condividere. Nei paesi la vera aristocrazia non è il denaro: è l'ospitalità.
Poi il cammino verso Schiaviano, tra vecchie mulattiere, muri di pietra, ginestre, querce, vigne di resistenza e antichi lavatoi. Ad ogni curva il Gran Sasso sembrava cambiare volto, come se accompagnasse in silenzio il cammino dei circa centocinquanta partecipanti.
Ed eccoli, quasi nascosti tra gli orti e le case.
Gli alberi di fico.
Antichi custodi delle estati della Laga.
Mi sono fermato davanti a loro con il rispetto che si deve ai patriarchi. Ogni ramo sembrava custodire una memoria. Ogni foglia raccontava una famiglia. Ogni fillacciara maturata al sole era una piccola vittoria contro il tempo.
Sono frutti fragili. Non sopportano i lunghi viaggi, non conoscono la logica della grande distribuzione, non si piegano alle esigenze del commercio. Esistono dove sono nati e muoiono dove sono cresciuti. Sono figli fedeli della loro terra.
Per questo raccontano una verità dimenticata: non tutto deve diventare globale. Esistono ancora ricchezze che hanno bisogno di un campanile, di un dialetto e di una comunità per continuare a vivere.
A Schiaviano la festa è diventata popolo. Le tavole hanno unito persone che magari poche ore prima non si conoscevano. I balli hanno riportato il ritmo antico delle feste contadine. I suoni hanno fatto riaffiorare una memoria che nessun archivio potrà mai conservare e la pecora alla cottura, preparata lentamente come insegnavano i padri, ha ricordato che la cucina migliore nasce sempre dalla pazienza e non dalla fretta.
In quel momento ho capito che il vero patrimonio di questi borghi non sono soltanto le case in pietra o gli splendidi panorami. Sono i gesti che continuano a ripetersi uguali da generazioni. Una tavola condivisa. Un canto improvvisato. Un fico colto direttamente dall'albero. Un nome dialettale pronunciato con orgoglio.
I fillacciare non sono soltanto un frutto.
Sono una dichiarazione d'identità.
Finché ci sarà qualcuno capace di riconoscerli, di aspettarne la breve stagione e di chiamarli con il loro nome, la Laga continuerà a resistere. Non come un museo del passato, ma come una terra viva che custodisce gelosamente ciò che il mondo moderno rischia di dimenticare.
Perché ci sono sapori che non si possono esportare.
Si possono soltanto vivere e forse il paradiso, da queste parti, non è mai stato un luogo lontano.
Ha semplicemente il sapore dolcissimo dei fillacciare maturati al sole della Laga.
Vittorio Camacci
Camminata al tramonto alla Sentina
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Torna la Camminata al tramonto alla Sentina: appuntamento il 14 luglio
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna la “Camminata al tramonto alla Sentina”, iniziativa che si svolgerà martedì 14 luglio lungo i sentieri della Riserva naturale della Sentina.
L’evento, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, è organizzato da Unione Sportiva Acli Marche APS e Associazione Il Marcuzzo, in collaborazione con il Comune di San Benedetto del Tronto – Assessorato al Turismo.
Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle ore 18.15 presso l’ingresso nord della Riserva, in fondo a via del Cacciatore a Porto d’Ascoli. A seguire, una guida naturalistica accompagnerà il gruppo in un percorso che permetterà di conoscere più da vicino la flora e la fauna della Sentina.
La Riserva naturale della Sentina è uno degli ambienti più preziosi della costa adriatica: un mosaico di cordoni sabbiosi, zone umide retrodunali, praterie salmastre e aree di nidificazione, che ospitano specie vegetali e animali rare, spesso scomparse dal resto del litorale a causa dell’antropizzazione. Camminare in questo contesto significa immergersi in un paesaggio autentico, dove la natura conserva ancora i suoi ritmi originari.
La camminata al tramonto offre un’esperienza particolarmente suggestiva: la luce dorata della sera, il silenzio della riserva, i colori che cambiano lentamente e la brezza marina creano un’atmosfera unica, capace di unire benessere, bellezza e scoperta del territorio. È un momento ideale per rallentare, osservare e vivere la natura in modo rispettoso e consapevole.
La prenotazione è obbligatoria e va effettuata entro il 13 luglio inviando un messaggio al numero 3939365509, indicando nome, cognome e il luogo della camminata.