Festival dei due Parchi - 13° Tallacano Trail
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FESTIVAL DEI DUE PARCHI
16° Edizione 2025 13° TALLACANO TRAIL
Domenica 16 Marzo 2025, ore 08.30, S. Maria di Acquasanta Terme (AP)
Corsa di 28 Km e 17 km ed eco-passeggiate

Il Festival dei due Parchi “A spasso nei sentieri … dell’arte e della cultura tra i popoli”, con la collaborazione tecnica della Polisportiva Antroposport ASD e quella logistica dell’Antroposervice Sas, con il patrocinio ed il supporto del Comune di Acquasanta terme (AP), si prepara ad avviare una nuova annata, con la speranza che si riveli di nuovo ottima, con il consueto appuntamento inaugurale: il “Tallacano Trail”, giunto alla sua 13 Edizione, domenica 16 Marzo p.v. con partenza e arrivo in località Santa Maria di Acquasanta (AP), con un programma che prevede inoltre le premiazioni degli atleti che meglio hanno figurato nel “Circuito di Corsa in Montagna del Festival dei due Parchi” Edizione 2024 ed un pasta party per tutti i partecipanti all’evento.
Ormai una classica della corsa in natura, anche questa 13° edizione del TALLACANO TRAIL 2025 si disputerà sulla doppia distanza di 28 Km (soltanto competitiva) e 17 km (competitiva e NON competitiva a passo libero) ed eco-passeggiate su varie distanze, affinché i partecipanti possano godere appieno degli splendidi scenari fatti di sentieri e borghi incantati, di grotte e cascate, suggestivi e ricchi di meraviglie e di storia di gente in carne ed ossa, di ieri e di oggi per il domani; in questo modo il Festival ha inteso ricucire simbolicamente e realmente il percorso originario che a partire dal 2013 prendeva avvio proprio dal borgo di Tallacano (da cui il nome dell’evento) con il “nuovo” percorso che ha spostato partenza e arrivo in frazione Santa Maria, in conseguenza degli eventi sismici del 2016 e 2017.
L’evento porterà i partecipanti alla scoperta di alcuni dei borghi più suggestivi del territorio di Acquasanta Terme: S. Maria, Cocoscia, Tallacano, con il nuovo percorso lungo che tornerà a sfiorare gli abitati di Agore, Rocchetta e Poggio, transitando nuovamente nell’incanto della magia senza tempo delle grotte del Petrienno.
I camminatori potranno cimentarsi ed immergersi nel sentiero detto “Lu vurghe” sino alle sorgenti di acqua sulfurea, vere e proprie terme a cielo aperto. Per le sue caratteristiche il sentiero è poco impegnativo, ancorché non accessibile con passeggini, ed adatto anche a chi non è abituato a lunghe passeggiate. Runners, passeggiatori, amanti della natura, grandi e piccini, nonni, nipoti, famiglie con bambini e ragazzi, potranno, così, tornare ancora una volta a respirare l’aria buona dei nostri monti, a rincontrarsi, e salutarsi lungo gli antichi tratturi degli avi, nel rifiorire rumoroso delle gemme a primavera, avvolti da un territorio incantato di sentieri e ruscelli, di tufo e castagni, di acque termali, di borghi arroccati, ricordandoli un tempo festanti.
Saranno premiati i primi 5 assoluti uomini e donne ed i primi 3 over 60 uomini e donne sia per il trail lungo che per il trail corto competitivi, saranno inoltre estratti 20 premi tra tutti i partecipanti.
Il Festival dei due Parchi continua ad assumersi la responsabilità di celebrare i custodi odierni del tempo di ieri, che curano con indefessa dedizione quei versanti boscosi, brulicanti di vita, proponendo l’arte di correre e camminare come arte del vivere con saggezza, lungo sentieri irti e tornanti scoscesi, come arte di riconquistare il proprio corpo attraverso il respiro di ciascuno che si fonde nel respiro del mondo.
Il Festival è nato nel 2010 come progetto di Impresa Facile per i giovani mirando alla promozione dei territori, dei loro patrimoni naturali e culturali, al loro sviluppo turistico, anche grazie all’avvio della nostra giovane start-up “per la bellezza” Antroposervice Sas e della Polisportiva Antroposport ASD per la promozione del benessere anche attraverso il counseling antroposportivo. Il Festival dei due Parchi è stato ideato e creato ed è promosso dalle Associazioni scientifico-culturali senza scopo di lucro C.I.A.C. ed l’I.P.A.E.A. di Ascoli, che operano rispettivamente dal 2003 e dal 1981, nel campo della creatività e delle scienze umane.
Il Festival dei due Parchi è patrocinato dalla Regione Marche, dall’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dall’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, dal Comune di Acquasanta Terme (AP), dal Comune di Arquata del Tronto (AP), dal Comune di Ascoli Piceno, dal Comune di Civitella del Tronto (AP).
È prevista una quota di partecipazione. Iscrizione obbligatoria entro Giovedì 13 Marzo per la corsa competitiva ed entro venerdì 14 Marzo per non competitiva ed eco-passeggiata.
Per info ed iscrizioni: www.festivaldeidueparchi.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 0736.250818
Ostacoli pericolosi in via Napoli
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Riceviamo e pubblichiamo
ITALIA NOSTRA –SEZIONE DI ASCOLI PICENO “WILLIAM SCALABRONI”
Ascoli Piceno 9 marzo 2025
Al Dott.Marco Fioravanti
Sindaco di Ascoli Piceno
Al Dott. Marco Cardinelli
Ass. ai Lavori Pubblici- Comune di Ascoli Piceno
Al Chiar.mo Prof. Edoardo Croci
Pres. di Italia Nostra-Roma
A Gioacchino Fasino
Pres. Cons.Reg. Marche di Italia Nostra- Ancona
Alle Ass. Culturali e di Tutela
Agli Organi d’ Informazione
Problemi di DECORO E SICUREZZA : dossi pericolosi in Via Napoli.
Riconosciuto l’impegno posto per migliorare la condizione di decoro e sicurezza della nostra città, con la realizzazione tra l’altro di numerose piste ciclabili, dobbiamo segnalare alcune situazioni critiche, che , richiedono un pronto intervento per eliminare oggettive condizioni di pericolo e di insicurezza.
Nel preannunciare una nostra ulteriore segnalazione sul problema della ossessiva presenza delle deiezioni liquide e solide dei nostri amici a quattro zampe e di mozziconi di sigarette , già oggetto di alcune nostre proposte, nell’immediato siamo costretti a segnalare una condizione di oggettivo pericolo per l’incolumità delle persone per la presenza di un vero e proprio dosso che si è formato in via Napoli proprio di fronte alla Scuola Luciani e nei pressi del chiostro di vendita di giornali a seguito del sollevamento dello strato di asfalto nel punto di attraversamento della strada, proprio sulle strisce pedonali peraltro in quel punto diventate invisibili.
Un’ analoga condizione di pericolo è rappresentata dal sollevamento di un blocco di cemento della cunetta proprio davanti all’edicola, in una zona frequentata , tra l’altro, dai numerosi alunni che frequentano la Scuola Luciani e dai loro genitori.Tanto per completare l’opera, a circa 15 metri dall’edicola sull’ampio marciapiede spartitraffico, numerosi blocchetti si sono sollevati proprio nei pressi di un panchina creando condizioni di pericolo ed evidenziando una sciatteria non degna certamente della immagine della nostra pregiata città.
Siamo costretti ad effettuare queste segnalazioni sia per le ripetute lamentele ricevute sia per avere assistito in poco tempo al pericolo corso da più persone che, inciampando, stavano per cadere.
Fortunatamente in questi casi il tutto si è concluso con una semplice imprecazione e un dovuto lamento. Ma ci dobbiamo chiedere: il tutto si concluderà sempre senza danni ? E se invece questi si dovessero verificare , chi sarà costretto a pagarne le conseguenze?
E’ probabile che la non eliminazione di queste condizioni di pericolo è stata determinata dalla loro mancata conoscenza . Per questo riteniamo opportuno effettuare questa segnalazione per una loro pronta eliminazione e per evitare che qualcuno possa inciampare negli ostacoli e cadere rovinosamente a terra con tutte le conseguenze che questo evento potrebbe comportare.
Profondamente grati per l’attenzione e certi di un pronto doveroso intervento , ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

Il Presidente della Sezione
(Prof. Gaetano Rinaldi)
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Il Carnevale risorge trai i camini accesi del Garrafo
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Nel cuore dell’Alta Valle del Garrafo, tra i borghi di Pito, Pozza e Umito, il Carnevale non era solo un evento, ma un rito antico, un frammento di paganesimo sopravvissuto tra le gole, i castagneti e le faggete della Laga. Gli Zanni, figli bastardi di Arlecchino e Pulcinella, riemergevano ogni febbraio dalle pieghe della montagna, portando con sé la memoria di un mondo capovolto.
Negli ultimi anni, però, il Carnevale non sembrava voler arrivare. Le maschere giacevano dimenticate nei bauli, le osterie erano chiuse e le voci si spegnevano nel silenzio di un inverno senza risate. Erano stati giorni di paura e di bando: la gente parlava di febbri improvvise, di ordini calati dall’alto come editti del re, di una Quaresima imposta ancor prima che il Carnevale potesse accendersi.
Ma gli Zanni di Pozza non erano gente da arrendersi. «Se il mondo non vuole più il Carnevale, sarà il Carnevale a prendere il mondo!» aveva tuonato il vecchio Ascenzio, l’ultimo rimasto a ricordare i tempi in cui gli uomini ridevano senza paura. Così, la sera, si radunavano e continuavano a costruire i cappelli conici con le strisce colorate. Provavano le loro maschere con il diavolo che pareva uscire dall’Inferno di Dante.
«O facciamo ridere i vivi, o torniamo a far ridere i morti!» disse uno di loro, battendo una staia sul terreno gelato.
Così scesero nei paesi, nel primo pomeriggio, come una brigata di fantasmi. Bussarono alle porte, saltarono sui ballatoi, lanciando gridi e lazzi sugli usci. Un fiasco di vino a chi ne aveva bisogno, una poesia oscena incisa sulla neve per chi si credeva santo. Alcuni li videro e giurarono di aver scorto il demonio, altri si affacciarono dalle finestre e piansero dal ridere, perché era tanto tempo che non vedevano nulla di così folle e così giusto.
All’alba, il paese si svegliò con un fremito nuovo. Qualcuno aveva riaperto l’osteria, qualcuno suonava un organetto, e persino il vescovo dovette ammettere che forse, dopo tanta paura, il tempo del Carnevale doveva tornare.
Ma gli Zanni? Nessuno li vide più, e nessuno sapeva chi fossero. Si dice che tornassero ogni anno, quando il mondo diventava troppo triste. Altri giuravano che fossero solo un sogno, un’illusione nata dal desiderio di vivere ancora.
Solo una cosa era certa: su "Lu Piantò de Screcco' ", qualcuno aveva inciso una frase con la punta di un coltello: "Ben venga maggio e il gonfalon selvaggio".
Che ritorni, allora, Primavera dopo queste imposte quaresime che hanno voluto fare cenere dei vini e lacrime dei baci, noi attendiamo senza maschera con il volto al nuovo sole.
Vittorio Camacci
Il Parco di Via Vittorio Emanuele Orlando
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Riceviamo e pubblichiamo
ITALIA NOSTRA-SEZIONE DI ASCOLI PICENO”WILLIAM SCALABRONI”
Ascoli Piceno 27 febbraio 2025
Al Dott. Marco Fioravanti
Sindaco di Ascoli Piceno
Al Dott. Sergio Lozzi
Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
Al l’ing. Giovanni Issini
Soprintendente Marche Sud- Ascoli Piceno
All’Ing. Stefano Odoardi - Ascoli Piceno
Al Chiar.mo Prof. Edoardo Croci
Presidente di Italia Nostra - Roma
A Gioacchino Fasino
Presidente Cons. Reg. Marche di Italia Nostra - Ancona
Alle Associazioni Culturali e di Tutela
Agli Organi d’informazione
lL PARCO DI VIA VITTORIO EMANUELE ORLANDO E LA QUESTIONE DEL VERDE AD ASCOLI PICENO
Con soddisfazione abbiamo appreso che l’Amministrazione Comunale di Ascoli ha avviato i lavori di riqualificazione e di messa in sicurezza del prezioso anche se piccolo Parco di Via Vittorio Emanuele Orlando, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutte le famiglie presenti nel popoloso quartiere Luciani e per i tanti bambini e le famiglie che ner frequentano i limitati spazi rendendo viva e gioiosa la vita del quartiere .
In particolare esprimiamo il nostro più vivo apprezzamento per l’intervento volto a controllare la condizione di una delle quattro sequoie , già oggetto a più riprese di nostre segnalazioni sulla progressiva malattia che sembrava ne potesse metterne in pericolo la stessa esistenza , stante le condizioni non ottimali della sua cima ormai priva di vita. Ora è stato assicurato che verranno fatte da esperti botanici le indagini del caso per adottare i provvedimenti più adeguati per assicurare la sopravvivenza di questa pianta spettacolare che , insieme ad altre tre , nobilita il Parco .
L’importanza di questo piccolo polmone verde conferma quanto a più riprese è stato da noi proposto sulla improcrastinabile esigenza di realizzare una adeguato ed esteso Parco Urbano nella nostra città- Perché il Parco possa soddisfare le esigenze e le aspettative di tutta la comunità deve avere alcune caratteristiche fondamentali. In primo luogo deve esser realizzato in una zona facilmente accessibile da tutta la popolazione e quindi in una zona centrale del tessuto urbano. Deve estendersi su un territorio pianeggiante facilmente fruibile da tutti, a partire dai bambini, dalle famiglie, dalle persone anziane , dai meno dotati. Deve essere di adeguata estensione e ricco e di viali alberati, di angoli dove siano presenti le più variegate essenze floreali e magari con un piccolo laghetto, come quelli presenti nella civile Svizzera dove candidi cigni esibiscono con leggiadra eleganza il loro portamento e conquistano la nostra stupefatta ammirazione quando per avventura ci rechiamo nella terra elvetica.
Ma sarà mai possibile che ad Ascoli ci sia un simile Parco? Parco che si sarebbe potuto realizzare nell’area contigua all’Istituto Tecnico Agrario ampliando il piccolo Orto Botanico che meritoriamente era stato realizzato dai illuminati docenti dell’Istituto, da collegare poi con le sponde del Tronto ?
Purtroppo non si è ritenuto di dotare la città di questo Parco, optando invece per la progressiva costruzione di edifici e abitazioni.
Si è in attesa ora del Parco che sembra debba essere realizzato in parte dell’area ex Carbon.
Ma ci chiediamo: in questo caso il Parco verrà realizzato e in che forma in una zona pianeggiante o invece si opterà per la fruizione delle aree scoscese , magari quelle ricavate dalla copertura delle vasche di prima pioggia ?
O , invece, sarà quello realizzato nelle aste fluviali, che pur pregevole dal punto di vista ambientale , certamente non risponderà alla caratteristiche di un Parco fruibile da tutti per essere riservato invece solo ai super dotati e ai giovani sportivi.?
Quindi ci dovremo per il momento accontentare del verde dagli alberi che speriamo continuino a coprire i marciapiedi dei viali più ampi della città; del piccolo anche se pregevole Parco di Corso Vittorio Emanuele Orlando e di quello dell’Annunziata,pregevole e ricco di essenze arboree spettacolari, ma riservato, per trovarsi in un terreno scosceso , ai più dotati e non certamente alle persone normali , ai bambini e alle famiglie.
Rimane un’altra possibilità anche se non si tratterebbe di un parco urbano dentro i confini della città. Si tratta, cioè, di studiare la possibilità di realizzare ad Ascoli qualcosa di simile a ciò che è stato fatto dalla civile Ferrara con la cosiddetta Addizione Verde, ricordo della famosa Addizione Erculea, che ha previsto il vincolo di circa 1200 ettari della città estense dalle sue mura sino alle sponde del fiume PO. Non si è trattato di espropriare i terreni. Si è semplicemente imposto ai legittimi proprietari di conservare la destinazione agraria dei terreni, da coltivare nel rispetto delle tradizioni e in maniera ecocompatibile,prevedendo varie forme di premialità per questi ultimi e individuando magari alcuni angoli più pregiati dal punto di vista ambientale e paesaggistico da destinare a parco pubblico vero e proprio.
Ad Ascoli si potrebbe fare qualcosa di simile per la vasta area che dal torrente Chiaro si spinge, in un contesto ambientale e paesaggistico di rara bellezza e splendore, sino al crinale oltre cui si svela il paesaggio lunare dei calanchi del Monte dell’Ascensione, territorio che potrebbe diventare uno spazio capace di attrarre un numero enorme di amanti del bello e della natura, favorendo lo sviluppo di un turismo residenziale di qualità in tutti i periodi dell’anno.
Ma si tratta, probabilmente, di una pura “utopia “ che mai verrà realizzata, mentre prima o poi anche in quest’angolo di paradiso verranno individuati spazi per realizzare ville e condomini più o meno di elegante fattura o almeno di accettabile forma, privando così la città e il territorio dell’integrità di angoli di stupefacente bellezza e fascino, che , se adeguatamente tutelati, esalterebbero in maniera superba l’immagine della città, rendendola punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale per gli amanti della natura e del bello.
Comprendiamo la difficoltà di avviarsi su questi percorsi di innovazione e di sviluppo sostenibile, difficoltà che non hanno permesso sino ad ora di accettare nemmeno una delle tante proposte formulate per la realizzazione del Sistema dello Sviluppo Sostenibile delle Terre della Primavera Sacra e della Riviera delle Palme ed in particolare del Parco Culturale ed Ambientale di Ascoli, Giardino di Pietra , di quello avveniristico del Parco della Nuova Montagna dei Fiori, elaborato gratuitamente dal team coordinato dallo ing. Stefano Odoardi e del Parco dell’Ascensione, dei geo- siti e dei calanchi. Ma questa mancata comprensione non ci deve indurre a rinunziare alle nostre idee e alla formulazione delle nostre propose, convinti come siamo che solo dalle scelte difficili ed innovative si potranno aprire panorami esaltanti e possibilità di sviluppo solido e sicuro.
E’ per questo che ci permettiamo ancora una volta di riformulare e sostenere le nostre proposte, convinti come siamo che solo in questo modo si potrà avviare un processo di solido sviluppo economico e sociale del nostro territorio , interrompendo il fenomeno pernicioso del progressivo calo demografico che, iniziato da tempo nell’aree interne e montane, ora sta estendendo i suoi malefici effetti anche nella nostra splendida città.
Profondamente grati per attenzione, ringraziamo e porgiamo distinti saluti.
Il Presidente della Sezione
(Prof. Gaetano Rinaldi )