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Presentata l'Edizione 2010 della Festa Bella PDF Stampa E-mail
Notizie - per tutti
Sabato 24 Luglio 2010 20:45

thumb_P1080787Nella cornice dell'Aula Consiliare del municipio di Arquata del Tronto, alla presenza dei rappresentanti del Comitato Festeggiamenti, del parroco della parrocchia di S. Agata di Spelonga, Don Paolo Bucci, di Camacci Berardino, (in rappresentanza dell'amministrazione Comuunale), e di Camacci Vittorio, (organizzatore della gara podistica), è stata illustrata alla stampa l'edizione 2010 della tradizionale Festa Bella di Spelonga.

Festa in onore della Madonna della Salute, la Festa Bella deve il suo nome alla necessità di distinguerla dalla festa “normale” che si celebra tutti gli anni. (…..quest’anno c’è la festa quella bella!)

Ogni tre anni, infatti, la festa assume, oltre al significato di devozione alla Madonna, anche quello di ringraziamento alla stessa per aver fatto tornare sani e salvi gli spelongani partiti, nel 1571, per la terribile battaglia di Lepanto, nella quale ebbero anche modo di distinguersi, strappando una bandiera al nemico, bandiera tutt'ora conservata nella chiesa parrocchiale di Spelonga.

Ecco come si svolgono gli avvenimenti:

circa un mese prima i "festaroli" vanno al bosco e scelgono il "palo" da tagliare (adesso non si va più al bosco Martese, che è troppo lontano bensì al bosco "Farneto")
una settimana prima dell'inizio del trasporto, si va a tagliare il palo prescelto;
finalmente si parte! Di solito il venerdì, per arrivare in paese la domenica pomeriggio;
il palo, rivestito di rami di abete, si alza la settimana prima della festa, (che di solito cade l'ultima domenica di agosto), dopodichè questo diventa l’albero maestro della barca che vi si costruisce intorno, a ricordo della battaglia navale combattuta. 
A questo punto si dà il via agli “addobbi” della barca e del paesethumb_P1080798

In origine la festa si faceva la seconda domenica di settembre, quando cioè i contadini avevano finito i lavori dei campi, ed avevano tempo per organizzare la festa.

Festa caratteristica, forse unica in Italia; particolari gli “addobbi” che si costruiscono per ogni via, impegnando i paesani in una sorta di gara a chi lo fa più bello ed elaborato: di solito sono archi, ma non mancano le “porte di accesso” al paese, oppure delle specie di “baldacchini” agli incroci delle strade ecc. ecc. il tutto rivestito di rami di abeti e “zezzera”, tipica vegetazione dalle foglie verdi sopra e argentate sotto.

A completare quanto sopra esposto, non mancheranno spettacoli di intrattenimento e il tanto atteso primo ecotrail "Corri sui sentieri del pastore Serafino".

per il programma completo leggi sotto.

 

 

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