Cupra Marittima

cupra     Posizionata sulla costa, dopo l'abitato di Grottammare, Cupra Marittima deve il proprio nome alla Dea Cupra, somma divinità dei Piceni, abitanti di questi luoghi .

     Durante il periodo romano, il paese si sviluppa sulla destra del torrente Menocchia, in località Civita, poco a nord della cittadina attuale. Nel Medioevo, la popolazione si ritira sul Castrum Maranum, e sulle alture vicine nascono i castelli di Boccabianca e di S. Andrea, che servono da punti di avvistamento e difesa dalle incursioni di Mori e Saraceni. Incursioni comunque avvenute ma che, oltre i lati negativi, hanno introdotto la coltura del gelso, del baco da seta e degli aranci. Alla fine del '700 e inizi dell'800, si torna ad una discesa verso il basso, della popolazione, fino ad arrivare al giorno d'oggi, con lo svilupparsi della località balneare.

     Da vedere: sul colle di Civita, podio e gradinata di edificio di età augustea. Sul colle S. Basso o Morganti, resti del santuario della Dea Cupra. Fuori dell'abitato, sulla statale Adriatica, si trova un ninfeo (resti di affreschi). In frazione Folignano, i "bagni di Nerone", antiche cisterne romane; il Museo del Territorio, con corredi delle necropoli Picene; sul colle Marano, le strutture delle mura; chiesa del Suffragio; chiesa di S. Maria in Castello (affresco di scuola di Gentile da Fabriano); ruderi del Castello di S. Andrea, su un colle poco distante; nella parte bassa del paese, si trova la Collegiata (reliquie di S. Basso e trittico di Vittore Crivelli). Di notevole importanza è il Museo Malacologico, che conta esemplari di conchiglie provenienti da ben 95 paesi di tutto il mondo.

 

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